L'esperienza di Mylène Farmer non può essere spiegata con un'unica data o con un modello lineare di successo. Nata in Canada da una famiglia francese e cresciuta poi in Francia, trova la propria collocazione artistica all'interno della cultura pop degli anni Ottanta, quando il videoclip e la televisione diventano strumenti decisivi per costruire la relazione tra voce e immagine. Questa cornice storica è essenziale: la dimensione visiva non nasce come accessorio di una canzone già compiuta, ma partecipa a definire la percezione pubblica dell'interprete. La costruzione di un'identità riconoscibile procede per scelte ripetute, collaborazioni e continuità stilistiche.
La biografia documentata va distinta dalla lettura dei simboli. La presenza di motivi letterari, immagini cinematografiche o temi inquieti non autorizza a convertire automaticamente ogni testo in un'autobiografia. L'archivio adotta perciò due piani separati: da una parte gli avvenimenti attestati, le pubblicazioni e i crediti; dall'altra l'analisi critica delle forme artistiche. Le date puntuali vengono riportate come accertate soltanto quando sostenute da pubblicazioni o comunicazioni primarie.